Giuseppe Sedia, Poesie del verbo verde
Poesie del verbo verde, (prefazione di Tommaso Di Francesco,) è una silloge composta da poesie scritte nel periodo 2012-2023. Il verde come colore, suggestione, immagine che rimanda allo sfruttamento della natura e al colonialismo. Fauna e flora – esseri umani inclusi – vanno (ri)evocati a colpi di versi, così come il mondo minerale. Un incendio doloso o l’eruzione di un vulcano possono ridurre il verde in grigio in un nonnulla. Sono versi senza rime che elogiano chi è capace di esplorare senza sfruttare la natura e il prossimo. In questo blocco poetico verde-grigio, sono visibili le screziature di una poesia più urbana legata a una quotidianità vissuta nel cuore dell’Europa centrale, lontano da casa e con – sullo sfondo – gli echi non più così lontani della guerra.
Giuseppe Sedia è un giornalista italiano residente a Cracovia. Ha studiato Lingue e letterature straniere presso l'Università di Napoli L'"Orientale". Da dieci anni scrive di attualità, politica e cultura sulla Polonia per il Manifesto. Nel 2021 ha ottenuto il Premio Adam Mickiewicz per il componimento Planty. È anche membro della FIPRESCI, la Federazione Internazionale dei Critici Cinematografici.
Il cielo non più cielo senza loro,
è regno di scuri uccelli metallici
e zanzare filmanti che spiano
prima di inabissarsi su un fondale,
almeno lasciate in pace le nuvole!
Siete spese folli dei governi
ma in molti preferiscono ancora
gli aquiloni al vostro ronzio, a voi,
strane creature, futuri rottami!

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