Catena Cancilleri, La linea del sangue. Cronache di mafia


 

La linea di demarcazione tra bene e male è sottile. Sottile come gli infiniti punti di una retta che delineano il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. È una questione di prospettive. Prospettive che si scontrano, si confondono e si mescolano tra loro per dar voce alle nostre esistenze. Esistenze che reclamano vita. Ed è dalla vita che tutto parte e prende avvio grazie al vivido fluire del sangue. Un sangue che simboleggia il fulcro del nostro essere cittadini onesti e consapevoli perché nostra è la scelta di contrastare la filosofia della morte (= mafia) per promuovere la vita (= Antimafia). 

Tina Cancilleri, siciliana di origine, è nata nel 1974 in Germania e vive a Parma dove lavora come educatrice. Laureata in Filosofia, ha esordito con il saggio Andrea Camilleri e il romanzo storico in Italia: a proposito de Il re di Girgenti (Tracce, 2005). Per Nulla die ha pubblicato: Di famigghia (2015), Barricate (2018) e Dicotomie e 41 bis (2020).


La linea del sangue. Cronache di mafia

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